Avvento…che faccio?

Ciao! Oggi vorrei provare ad iniziare l’Avvento in modo diverso e quello che posso fare è condividere e accogliere ciò che ho ricevuto negli ultimi 2 giorni.

Ieri ho partecipato alla cresima di un mio cuginetto. E’ stato davvero bello riassaporare quell’emozione. Ho fatto memoria di come ho vissuto quel giorno, dell’emozione che avevo nel dire “eccomi”, della sensazione che ho provato quando il sacerdote ha imposto le mani su di me e c’era la mia madrina ad accompagnarmi. Mi sono resa conto che Gesù c’è sempre stato, fin da quando ero bambina lui mi guardava, lui si occupava di me, mi attirava.

Il vescovo durante l’omelia ha messo l’accento sulla cosa che tutti vogliamo nella nostra vita… di quella cosa che anima ognuno di noi, quella speranza che ci spinge ad affrontare un nuovo giorno… questa cosa è la POSSIBILITA’ DI UN INCONTRO”. E cavolo, quando l’ha detto ho riconosciuto che è proprio così! In fondo ognuno di noi sa che qualsiasi cosa facciamo se porta ad incontrare qualcuno che ci fa innamorare ne vale la pena, e ci speriamo un po’ tutti… Quante volte tornando a casa facciamo un breve e velocissimo reso conto di quanto abbiamo vissuto pesandolo proprio su questo… della serie “e anche oggi mi fidanzo domani”! Ma sappiamo che in realtà non si tratta solo di trovare qualcuno con cui fidanzarsi ma proprio in generale qualcuno da amare, per cui vale la pena vivere. Il vescovo aggiungeva che proprio nell’ occasione che abbiamo di amare qualcuno si palesa la presenza di Dio nella nostra vita, il suo bussare alla nostra porta. Ogni giorno abbiamo l’occasione allora di amare e di stare con il Signore, se ogni giorno proviamo ad amare le persone che passano dalla nostra vita… c’è da dire allora un eccomi quotidiano… come lo stesso che ha detto Maria. E l’omelia continuava sulle modalità che Dio usa per proporci questi incontri, queste occasioni in fondo di ricevere il suo Spirito. Maria riceve l’annunciazione quando non era ancora sposata, riceve la possibilità di un incontro quando obiettivamente non aveva nessuna possibilità di realizzarlo, ANZI! Forse anche a noi questo succede. Dio ti propone di amare anche quando sai che ci sono due o tre cosette che dovresti prima risolvere e questo ti fa pensare che il tuo tempo non arriverà mai, che non ti sposerai mai, non deciderai mai di lasciare tutto, non ti batterà più il cuore. E’ proprio lì che ti chiede di spenderti, di investire… non è la vita che vorresti, bene, cambiala!… mmm, no… PRIMA AMALA COSÌ COM’E’!! Trova in questa situazione precisa che vivi e che non ti piace la bellezza, l’occasione di amare e sentire che invece anche per te vale la pena vivere! Forse Dio temporeggia un po’ a realizzare i nostri desideri finchè non siamo capaci di trasformare in bene, con il suo aiuto, quello che stringiamo oggi tra le mani. E forse iniziando ad amare le uniche cose certe che abbiamo oggi, inizieremo a vedere tutto con colori nuovi e chissà potremmo scoprire che quello che desideriamo nel profondo è esattamente quello che abbiamo sotto gli occhi.

Sempre a proposito di INCONTRI, oggi prima domenica d’Avvento, c’è stato un filo rosso che ha unito queste riflessioni facendole arrivare alla loro completo svolgimento. La Parola di oggi parla della venuta di Dio che accadrà in un momento ignoto e improvviso e che per questo dobbiamo vegliare. Il sacerdote sottolineava che queste parole sono rivolte sia a noi che seguiamo Gesù che a tutti. Ecco, per noi che già lo conosciamo c’è da aspettare allora la seconda venuta di Gesù. E queste parole mi hanno davvero fatto riflettere. Cioè, ho pensato che la mia vita dovrebbe propio essere orientata tutta verso questo incontro! Signore in che modo voglio incontrarti? Certo, sei tu che scegli ma io posso prepararmi! E il sacerdote, facendo riferimento al colore liturgico dell’Avvento, ha suggerito che bisogna vivere con sobrietà lasciando lontane le luci del mondo che ci attraggono e tenendo lo sguardo fisso verso la Sua luce. Sappiamo bene di cosa parla, quante luci già sono state messe intorno a noi per il Natale…  materiali ma anche spirituali. Le mie antenne si sono alzate all’inprovviso mentre ascoltavo questo perché ci sono 2 cosine che mi frullano per la testa e che riconosco potrebbero distrarmi in questo momento… anche tu sai quali sono le tue luci, quelle che attirano il tuo sguardo lontano da Dio, ignorale!

Allora l’Avvento può essere momento di silenzio mentre fuori tutto è in festa. A volte essere “stonati” può farci trovare qualcosa che cercavamo da tempo!

Santo Avvento a tutti! Vieni Signore, vieni!

 

 


2 risposte a "Avvento…che faccio?"

  1. Apprezzo – e senza alcuna ironia – il suo scritto e la sua Speranza; tuttavia mi sono sempre chiesto quale “colpa” abbiano quei bambini che non conoscono il cristianesimo o, “peggio” ancora, non conoscono alcuna religione, come quelli che nascono in luoghi e civiltà ancora primitive. Per non parlare di quelli che non possono neanche pensare o gioire non avendo neanche le energie o il tempo (la fame) per farlo. C’è troppo imborghesimento, a volte, oltre che una eccessiva “razionalizzazione”, nel valutare e sentire Dio.

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    1. Con non poco ritardo Giuseppe ti rispondo. Ti ringrazio per la tua riflessione, assolutamente lecita e condivisibile. Anche io mi sono fatta queste domande e posso con estrema semplicità condividerti quello che a riguardo mi è parso di aver compreso. Rispetto a chi non può conoscere Dio attraverso il Vangelo mi sembra di aver capito che Dio è molto più grande di quanto possiamo immaginare e legge nei cuori quindi suppongo che la sua misericordia accoglierà quelle persone. Sulla povertà, che a mio avviso è colpa dell’uomo e non di Dio che ha distribuito male la popolazione nel mondo perchè è chiaro che fa comodo lasciare una parte del mondo nella povertà, credo che anche lì Dio non possa non accogliere quelle persone nel suo Regno… credo che Dio sappia perchè una persona non lo conosce, se per rifiuto volontario o per ovvie ragioni di mancati incontri o possibilità… non so se la mia riflessione per te possa avere senso, è il modo in cui provo a spiegarmi questi casi di cui parli. Ti ringrazio ancora per il tuo contributo nel mio umile blog, che provo a riprendere in mano e curare

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