LE QUATTRO A

“Io sono con te, ogni giorno, nel tuo viaggio”

Ci dimentichiamo così spesso di questa realtà, facciamo fatica ad arrenderci all’idea di ammettere che non ce la facciamo da soli. E’ difficile credere ad un Dio così vicino, così intimo, così uguale a noi da poterlo trovare in ogni parte della nostra interiorità.

Dall’altra parte questa è anche la scoperta più bella e liberante! Quando ti viene annunciata questa Parola è come il chicco che viene seminato e sia che il seminatore vegli o dorma, cresce nel terreno, non si sa come (Mc 4,26-29).

Gesù è con te, ogni giorno e questo significa che è dentro ogni cosa: nelle tue pulsioni sessuali, nel tuo senso di disorientamento, nella tua impazienza, nella tua solitudine, nella tua gioia, nelle lacrime, nelle vittorie, Lui abita ogni parte di te! Dio ha preso un corpo, che funzionava esattamente come il nostro, conosce tutto di quello che c’è in questo corpo e ha reso ogni cosa santa.

Insieme a Lui possiamo fare esperienza di questo, accogliendo ogni cosa che viviamo pienamente. Non serve scappare da un desiderio forte di un contatto fisico… non è male, piuttosto ascoltato può dirci quanto desideriamo un rapporto forte e intimo con una persona che ci ama.

Quello che sbagliamo è spesso la modalità con cui esprimiamo ciò che ci abita.

Ricordo che alle 10 parole all’ultimo ritiro ci parlavano proprio di questo concetto e ci dicevano che per fare un santo ci vuole un grande peccatore, ci vuole un cuore pieno di passioni e desideri. Ciò che fa la differenza sono le direzioni!

Un santo e un peccatore infatti hanno le stesse passioni. Ad esempio, un santo è un superbo che accetta che Dio, l’Onnipotente, abbia occhi solo per lui, o un avaro che crede che le cose buone siano tutte per lui, come le vergini con l’olio, oppure un lussurioso che non pensa ad altro che come fare l’amore con Dio.

ASCOLTATI

Se stai peccando, e ripeti esattamente quel peccato maledetto che è IL tuo peccato, quello che da sempre compi e che proprio non riesci a cambiare, fermati, esamina ciò che accade dentro di te, chiediti cosa provi, perché lo fai, parlane con una guida, parlane con Gesù ma non da bravo penitente catto-nerd ma con il cuore in mano.

Ti faccio un esempio: Gesù mi piace troppo il corpo della mia ragazza, mi sento così debole quando siamo abbracciati… ecco, digli proprio quello che davvero vivi, e non: ”Signore, mi dispiace non essere capace di essere casto, non riesco a bloccare i miei istinti”.  Ecco, portare a Lui realmente ciò che vivi Gli permetterà di risponderti sul serio e soprattutto ti farà capire che la radice del tuo peccato è sempre un bene che la nostra umanità non è capace di realizzare.

ARRABBIATI

Vederti nudo per ciò che sei non può che farti venire voglia di fuggire, allora farai qualcosa che ti illuderà di aver archiviato la situazione… invece no! Rimani in quella tua incapacità e fai uscire quella rabbia santa che nasce dal vederti così piccolo, così fragile, così brutto (si può dire?).

ACCOGLITI

Anche se sbatti i piedi per ore, o ti cambi, metti una tuta e vai a correre all’impazzata credendo che al termine di quella sfacchinata la tua vita cambierà finalmente una volta per sempre, non serve a niente: sarai sempre tu!

Suor Martina, la clarissa che mi segue, mi ha dato una bellissima immagine di ciò che siamo: individui abitati da un buio che è guardato e illuminato da Dio. Ci spaventa guardarci dentro e vedere questo buio ma ciò che dobbiamo fare non è voler comprenderci (è impossibile!!!) ma saperci illuminati, sapere che esistono 2 occhi capaci di entrare in questo mistero e illuminarlo, dargli senso. Accetta che la realtà è questa, che sbagli il secondo dopo che hai promesso di non farlo più ma questo non è capace di togliere da te la benevolenza di Dio.

AMATI

“Allora sai che c’è, se le cose stanno così, se a Dio vado bene così, quasi quasi mi piaccio proprio!!”… ditemi che è la frase che stavate pensando arrivati a questo punto (beh insomma lo spero)… se va bene a Dio, onestamente perché non amarti per ciò che sei?!

Pensaci


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