Sei Gesù

Qualche tempo fa mi è capitato di chiacchierare con un amico di alcune situazioni che vive a lavoro.

Si è un po’ sfogato con me per la fatica di non poter condividere la fede, di essere probabilmente l’unico che va a messa, di non riuscire a parlare la stessa lingua dei suoi colleghi quando di tratta di non buttare fango sugli altri o di avere un atteggiamento caritatevole o di essere disponibili per aiutarsi gli uni gli altri.

Avvertivo un po’ di stanchezza e forse tristezza ma in realtà nelle sue parole, come gli ho detto, c’era velata una grande verità.

Mi è venuto in mente che prima che lui arrivasse in quel reparto ospedaliero forse Gesù non riusciva ad avervi accesso e che tramite lui poteva finalmente calpestare quei corridoi, incrociare occhi assetati d’amore, sorridere a volti che non si aspettano un sorriso.

Allora quella santa tristezza equivale a capire quanto bisogno di salvezza c’è nel suo ambiente di lavoro, è capire che è lì la sua missione, che anche lui è reputato all’altezza di poterne avere una!

La tristezza si tramuta in gioia perché il proprio quotidiano diventa sfida in cui poter essere pietra di scandalo… sì, scandalo perché è scandaloso che in un gruppo di pettegolezzo qualcuno si astenga dalle risatine crudeli; sì, scandaloso, perché è davvero assurdo che tizio sia sempre positivo o abbia sempre una parola buona per ognuno; sì, è proprio scandaloso non aver mai sentito una parolaccia o un commento alle spalle di qualcuno.

È vero, questa idea potrebbe anche suscitarci un senso di fatica perché chi apprezzerà i nostri comportamenti?

Ma qual è il tuo metro di misura? Da quali occhi ti importa di essere guardato davvero?

È tutta lì la questione… tanto il Signore non ci lascia mai soli, avverranno situazioni in cui quella luce che stai portando in giro per il mondo incontrerà un cuore pronto ad accoglierla, oppure avrai seminato tu per poi far raccogliere il frutto a qualcun’altro. Nessun gesto d’amore passa inosservato, a suo tempo griderà di essere riconosciuto e porterà frutto! E’ bello pensare alla propria vita come un’infinità di occasioni per amare tutto e tutti, per diffondere la gioia, per fare la differenza in modo concreto, incarnando Gesù in ogni parte di noi.

Somigliamo a Gesù, o forse è Lui che ha voluto somigliare a noi! Che pazzo…. d’amore!

In che parte del tuo corpo gli somigli? Chiediglielo, lui te lo dirà.

Forse il tuo stato di vita puo’ solo farti sorridere, e allora saranno gli occhi e la bocca. Forse nelle gambe perché il tuo muoverti ti permette di raggiungere fratelli bisognosi. Forse le braccia capaci di alzare tuo padre in carrozzina e in fin di vita. Forse nella pancia perché accoglie una vita e compie qualcosa di divino. Forse nelle orecchie che decidono di ascoltare un fratello che ha davvero bisogno di raccontarsi.

Mettiti davanti allo specchio e chiediglielo cosa ti ha dato di divino, chiedigli in quale parte di te già risplende!

Grazie Gesù di essere in noi, per noi e con noi SEMPRE e per SEMPRE!


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